zona una cupola d’acciaio con la quale si proseguirà
nell’operazione di chiusura del pozzo petrolifero danneggiato e che
ha disperso, a 1500 metri di profondità, tonnellate e tonnellate di
Ma è allarme per un paradiso naturale: secondo Hans
Graber, direttore del Centro di studio di immagini satellitari
dell’Università di Miami, la marea avrebbe raggiunto le Isole
Chandeleur, ultima barriera prima della costa della Louisiana; e
due fotogrammi mostrano anche che il petrolio sta andando alla
deriva verso sud, in direzione della Corrente Loop che potrebbe
trascinarne le propaggini verso le isole Keys, in Florida.
dall’esplosione della Deepwater Horizon, che ha causato la morte di
11 operai, la marea nera scaturita dal versamento di greggio nel
mare continua a espandersi al largo delle coste del Golfo del
Messico, minacciando di distruggere le fonti di sussistenza della
“La Bp è riuscita a chiudere una delle tre perdite fermando il
flusso e adesso stiamo lavorando sulle altre due falle che rendono
l’attenuazione del problema un po’ più complicata – ha detto il
sottufficiale della Guardia Costiera Brandon Blackwell – ci
aspettiamo che il flusso resti invariato anche se adesso avremo a
che fare solo con due perdite, il che è più facile che doverne
Fonte:
http://www.repubblica.it/esteri/2010/05/05/news/e_stata_tappata_una_delle_tre_falle_che_sputava_petrolio_in_mare-3835842
