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La grande Londra

marzo 6, 2011

Ed Enrico Franceschini, che il mondo lo ha molto girato (è stato corrispondente per Repubblica da New York, Washington, Mosca e Gerusalemme, ed è attualmente il corrispondente, appunto, da Londra), in questa città-crogiuolo ci sta benissimo, e la racconta con simpatia e grazia in un piccolo libro di solo centocinquanta pagine allegre, che potrebbe continuare (consigliamo una seconda puntata), e che è un inno alla città più amata, grande sperimentazione e terreno di cultura del futuro urbano.Si comincia con “Ma gli inglesi dove sono’”, dove si percorrono i dati della Babilonia di razze, di lingue, di umanità che popola una Londra sempre meno British e sempre più interrazziale, e si finisce a NyLon, che non ha nulla a che fare con il pregiato materiale ma con la constatazione dell’esistenza di un asse New York /Londra (da cui la crasi NyLon) che condizionerà il futuro delle due città multietniche per eccellenza.Lo diceva fin dal 1777 Samuel Johnson, citato da Franceschini: “Chi è stanco di Londra è stanco della vita, perché a Londra si trova tutto ciò che la vita può offrire”.

Ecco Londra miglior città d’Europa per qualità della vita, con l’indice di criminalità più basso, la maggior offerta di posti di lavoro, i servizi pubblici più efficienti, la vita culturale più vivace.

Per non dire della caratteristica più notevole, e che è il filo rosso del libro: non tanto la capacità di integrare in un unico sistema babilonico ma unitario lingue, popoli, etnie, religioni diverse, dalla piccola Corea alla città russa (sono almeno cinquanta le comunità “non indigene”, ciascuna composta da almeno diecimila individui, con punte di quasi 400mila per gli africani e 350mila per i caraibici, per tacere di indiani e pakistani), ma di lasciarle convivere come le rotelle di un meccanismo a orologeria che manda avanti la grande macchina della città senza ingripparsi.Certo, con inevitabili problemi e scontri, anche feroci, che vengono riassorbiti con il tempo.

In questo percorso affettuoso e libero attraverso la Grande Londra c’è posto anche per un divertente capitolo sul mercato immobiliare (che ne dite di sei metri quadrati venduti per 120mila sterline’), sulle volpi cittadine, sulle proprietà dei Windsor, sulla scuola del potere di Eton, sul personaggio Carlo.

Fonte:
http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2011/03/04/news/libro_franceschini-13180230/

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